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La stregoneria può essere considerata una particolare parte della magia. Essa però assume forme e significati diversi a seconda del contesto in cui essa è presente. La strega nella storia, dal medioevo ai processi delle streghe.
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L'origine etimologica del termine viene individuata nel latino strinx, un uccello rapace notturno cui si attribuivano poteri malefici. Numerosi furono gli accenni alla stregoneria già nell'antichità, dal Codice di Hammurabi all'Antico Testamento, alla letteratura greca e romana. Anche le tradizioni dell'Europa settentrionale riferiscono spesso di individui accusati di compiere malefici tramite filtri e incantesimi, e addirittura di cibarsi di neonati. È stato riconosciuto un legame tra affermarsi di pratiche di stregoneria e decadenza di antiche divinità e culti, soppiantati da credenze religiose nuove o importate da popoli conquistatori. La divinità vecchia si trasforma in entità negativa, in aperto conflitto con le forze magiche dominanti. Questa fenomenologia pare ricorrente in tutta la storia della stregoneria, anche in tempi moderni.
In senso stretto e soprattutto un tempo, si confondeva la stregoneria con la magia nera, ma il termine viene ormai largamente usato per indicare tutti quegli interventi nella vita di un gruppo umano tendenti a dare il benessere (oppure il male) e a rendere propizie (oppure ostili) le forze naturali, sia per un singolo sia per tutto il gruppo umano. Il primitivo e negativo significato di stregoneria è stato definito intorno all'Alto Medioevo dalla Chiesa, che considerava coloro che la praticavano (o anche presunti praticanti) esseri malvagi in contatto con Satana. Questo significato, largamente diffuso anche nei secoli successivi, è stato contestato dai movimenti neopagani nel XX e XXI secolo.
La stregoneria legata ai moderni culti neopagani è infatti interpretata come la celebrazione della natura attraverso una nuova esaltazione del culto della Dea Madre (Terra e/o Luna e le varie personificazioni del divino femminile) e del Dio Padre e Figlio (il dio Sole e/o le varie personificazioni del divino maschile),soprattutto attraverso alcuni rituali che implicano l'utilizzo della propria magia per scopi personali, altruistici o quotidiani. In senso stretto essi sono soprattutto una riscoperta e reinterpretazione di antichi culti della fertilità e di tipo sciamanico, accompagnati da pratiche magiche di derivazione spesso esoterico/occultistica. In questo caso i praticanti seguono la Stregoneria Tradizionale (quella Italiana chiamata "Stregheria") o la Stregoneria Moderna (chiamata "Wicca").
Anche alcuni aspetti della medicina primitiva, che agiscono a livello psicologico, riguardano la stregoneria nel senso più ampio del termine, per cui si differenziano dalle pratiche empiriche (cioè dai semplici gesti) seguite dalle genti allo stato di natura: esistono specifici individui (sciamani o medici-stregoni) che si occupano di questi particolari aspetti adottando un rituale tipico della stregoneria.
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Nel Medioevo la credenza nella stregoneria era diffusa in tutta Europa; sorretta da leggende e superstizioni popolari, si accompagnava a riti pagani, talvolta rielaborati alla luce del cristianesimo, e a pratiche magiche che facevano ricorso a erbe medicamentose e psicotrope. Malgrado le leggi li proibissero, tali riti erano molto radicati soprattutto nelle campagne; i casi di repressione severa furono comunque piuttosto rari fino al XII secolo. Le cose cambiarono verso la fine del XIII secolo, quando si cominciò a considerare la stregoneria come opera del diavolo e si diffuse la credenza nel sabba, riunione periodica di streghe e stregoni caratterizzata da riti orgiastici, omicidi rituali e atti d'adorazione di Satana. Verso la metà del secolo successivo si arrivò a identificare la stregoneria con una forma di eresia, della quale avrebbe dunque dovuto occuparsi l'Inquisizione.
La repressione si fece più dura durante il XV secolo, con l'approvazione di una specifica bolla pontificia nel 1484. I processi si susseguirono per oltre due secoli, aumentando di numero e di frequenza durante il periodo di diffusione della Riforma, e si estesero anche ai paesi protestanti e all'America. Gli studiosi hanno messo in luce come la persecuzione delle (supposte) forme di stregoneria potesse essere di volta in volta originata da diverse motivazioni. Se da un lato certamente la Chiesa temeva il distacco dal suo corpo di correnti eretiche, dall'altro i processi avevano spesso ragioni economiche, dato che la condanna per stregoneria comportava l'esproprio dei beni; spesso inoltre avevano un peso determinante interessi di carattere politico e desideri di vendetta personale. I metodi dell'Inquisizione sono tristemente famosi: gli inquisiti, in gran parte donne, erano sottoposti a violenze fisiche e psicologiche, e infine condannati al rogo. I resoconti di numerosi processi testimoniano dell'accanimento dei giudici nell'indagare su alcuni punti ritenuti fondamentali: la fisicità dell'esperienza del sabba, l'avvenuta abiura di Cristo, i rapporti sessuali con il diavolo. Le streghe dovevano inoltre presentare, quale loro segno distintivo, una zona del corpo completamente insensibile, la cui ricerca giustificava ogni tortura. Il documento che meglio rappresenta le teorie elaborate a sostegno della persecuzione è il Malleus malificarum (1486), redatto da due domenicani, nel quale si elencano i malefici e le pratiche perverse delle streghe. Nonostante alcune voci si levassero fin dall'inizio contro queste credenze e paure, tentando di spiegare gli atteggiamenti incriminati delle streghe come stati indotti da allucinogeni o da malattie nervose, solo nel XVIII secolo riuscì a imporsi un punto di vista razionale (illuministico) sull'argomento; risale soltanto alla seconda metà del XX secolo l'inizio di un'analisi scientifica dei documenti che permetta di leggere l'intero fenomeno su basi storiche ed etnologiche.
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