La Proiezione Astrale permette di proiettarsi, solo se si cade in una sorta di sonno o trans, lasciando la persona cosciente di ciò che sta succedendo nella proiezione. L’esperienza fuori del corpo è un termine specifico per indicare un’esperienza di proiezione astrale. La proiezione astrale si basa sul presupposto che una persona ha due corpi, uno astrale (o etereo), e uno fisico, è possibile vivere ed essere attivi consciamente al di fuori del corpo fisico. Secondo una definizione, la Proiezione Astrale è un evento in cui una persona percepisce una parte di un ambiente che non potrebbe certo essere percepita dal posto in cui si trova il corpo fisico della persona in questione. In tale evento chi sperimenta la Proiezione Astrale sa di non stare sognando o fantasticando. A quanto sembra l'io ed il corpo fisico mantengono il contatto fra loro per mezzo di un canale energetico chiamato, a causa delle sue sfumature auriche di colore visibili, "corda d'argento". Questo "canale di vita" sarebbe capace di estensione illimitata e, similmente al cordone ombelicale del neonato, terrebbe in vita il corpo fisico. Si dice che durante il sonno, senza che ne siamo consapevoli il nostro io si libererebbe vagando in una dimensione che si differenzia da quella normalmente percepita dai sensi fisici soltanto a causa di una diversa frequenza delle vibrazioni. Il nostro "corpo astrale", a differenza di quello fisico grossolano, è molto più sottile ed è in grado di agire su una gamma di frequenze diversa e più ampia. Questa importante e fondamentale caratteristica instilla nel nostro "veicolo alleggerito" peculiarità che lo rendono meno goffo e lo metteno perciò in grado di percepire altri "piani dimensionali", di estremo interesse per chi abbia una certa predisposizione all'investigazione. Va precisato che anche il corpo astrale agisce tramite dei sensi, tuttavia questi sensi si differenziano notevolmente da quelli fisici e questo è il primo motivo per cui i piani dimensionali entro cui vaga il nostro "doppio astrale" non possono essere percepiti dai corrispettivi sensi fisici, troppo "rustici" per assolvere questo compito.
La credenza della Proiezione Astrale è estremamente antica. Le esperienze del "secondo corpo" erano accettate nelle culture dell’Egitto, dell’India e della Cina ed erano note anche ai santi e ai mistici cristiani. La dottrina di un corpo astrale era fondamentale per la Cabala, che affermava che gli esseri umani possiedono un corpo spirituale più o meno della stessa forma e delle stesse dimensioni del corpo terreno. Questo corpo spirituale può staccarsi dal corpo terreno e muoversi verso l’alto. I teosofi sostengono che, oltre al corpo fisico, vi sono corpi astrali, mentali, casuali, spirituali e intellettuali.
Uno dei primi e più famosi casi di bilocazione (essere in spirito in un posto e col corpo fisico in un altro) è quello di Alfonso de’ Liguori. Un giorno del 1774, mentre si trovava nel suo monastero di Arienzo, a quattro giorni di viaggio da Roma, egli cadde in un sonno profondo che durò due ore. Quando si svegliò, dichiarò di essere appena ritornato dal capezzale del papa a Roma e che il papa era appena morto. Quando la notizia della morte del papa arrivò ad Arierìzo, tutta la faccenda fu attribuita a una coincidenza, fino a]l’arrivo della sorprendente notizia che le persone che assistevano il pontefice morente avevano visto e parlato con Liguori, il quale aveva guidato le preghiere per il papa. Fra le storie più famose di Proiezione Astrale dell’Ottocento c’è quella del commediografo August Strindberg, che, mentre era a letto malato a Parigi, si "proiettò" nella sua casa in Scandinavia. Nel nostro secolo rinomate esperienze di Proiezione Astrale capitarono a Oliver Fox, un inglese che operava nel campo della ricerca paranormale, e a Sylvan Muldoon, autore di libri sui fenomeni paranormali. Un Geller ha dato notizia di esperienze Proiezione Astrale, così come il defunto yogi indiano Swami Pranabananda, detto "il santo con due corpi".